Teresa Ragonesi non si
serve di un operatore per vincere la freddezza del mezzo
espressivo-meccanico. La poetica contenuta nelle
immagini e nel video è una narrazione del suo percorso
poetico. All’artista interessa analizzare la vita, la
solitudine, i rapporti sociali e quelli che aggregano e
disgregano il rapporto tra natura ed individuo. Teresa
Ragonesi si distacca, la “donna”-figura femminile-
diviene narratore, e ci porta a percorrere attraverso un
elemento primordiale e inconsueto come: l’acqua la
manipolazione del mezzo meccanico. Attraverso il filo
della sua narrazione l’elemento comune rimane la
comunicazione, si attua attraverso un codice linguistico
che percorre il ritmo delle immagini e guida il fruitore
alla conoscenza di un linguaggio visivo - pittorico -
comunicativo in cui l’artista compare e in ultimo, mira
a sottolineare che l’Arte è in grado di rimettersi in
discussione e di simboleggiare nuovi momenti. Si
modifica il punto di vista e con esso il suo rapporto
con il movimento. La fisicità diviene mezzo e la
coscienza del mezzo unita all’ evoluzione storica della
società è sentita come sviluppo culturale. Unisce un
linguaggio sociale capace di esplicitarsi attraverso una
comunicazione guidata – chiusa – perché il narratore è
la “donna” e – aperta - perché propone un percorso
guidato al quale l’artista ha attribuito un itinerario
proprio, fruibile attraverso un mezzo. Si crea una
sinergia nella quale lo spettatore è portato ad
interagire pur rimanendo guidato. Coinvolgendo la figura
, il messaggio dell’ artista attraversa la fisicità del
corpo, lo intrappola in senso fisico e diviene esso
stesso “mezzo” attraverso cui il messaggio si perde e si
confonde con la forza e la dissolvenza della natura,
propria dell’ acqua che tutto trascina. La comunicazione
sottolinea e racchiude i passaggi delle proprie emozioni
avvalendosi del mezzo espressivo ne sottintende la forza
nel suo particolare modo di esprimere la propria
sensibilità.